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martedì 23 giugno 2026

premiati in Regione Lombardia 4 militari del NORM di Seregno


Milano, 23 giugno 2026 – Presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, il Presidente Federico Romani e la Consigliera regionale Alessia Villa hanno conferito la Medaglia d'Argento "Giò Ponti", massimo riconoscimento del Consiglio Regionale, unitamente a un Encomio ufficiale, ai militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Seregno che il 24 giugno 2025 si distinsero per coraggio, professionalità e straordinario spirito di servizio.

A ricevere il prestigioso riconoscimento sono stati:
• Appuntato Scelto Q. S. Ciro Fusco;
• Appuntato Scelto Cristian Donnicola;
• Appuntato Alfonso Alberto Zottoli.


"Durante il delicato intervento del 24 giugno 2025, i quattro militari affrontarono un uomo in grave stato di alterazione psico-fisica, armato e con evidenti intenti suicidari. Con grande lucidità e professionalità riuscirono dapprima a disarmarlo, mettendo in sicurezza i presenti.
Pochi istanti dopo, l'uomo tentò di lanciarsi dal balcone dell'abitazione. I Carabinieri, senza esitazione e mettendo a repentaglio la propria incolumità, riuscirono ad afferrarlo mentre era già oltre il parapetto, trattenendolo e impedendone la caduta nel vuoto. Grazie al loro intervento fu possibile salvargli la vita e affidarlo alle cure del personale sanitario."

Alla cerimonia era presente il Comandante della Compagnia Carabinieri di Seregno, Maggiore Corrado Quarta.

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Michele Capuano

Il v.brig. Michele Capuano aveva prestato servizio presso la stazione Carabinieri di Segrate per oltre quattro anni, all'inizio degli anni Duemila, per poi prendere servizio come motociclista presso il NORM di Monza e poi per ben sei anni presso la API (Aliquota di Primo Intervento) di Milano, con base presso la caserma Montebello. 

Nel corso della cerimonia di premiazione, Michele ha dichiarato: "questo è il nostro lavoro ... chiamiamolo lavoro ma alla fine lavoro non è, perché per noi è una missione, perché noi ci crediamo, e non è portare una divisa che fa il carabiniere (...) per noi (quell'azione) era semplicemente quello che era giusto fare e quello che sarà sempre giusto fare".


   M.R.
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