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mercoledì 14 maggio 2025

maggio 1944 - non usarono le loro armi

generale Alphonse Juin e i suoi goumiers

A partire dal 14 maggio 1944, dopo lo sfondamento della "Linea Gustav" da parte dei "goumiers" del corpo di spedizione francese in Italia, l'arma dei carabinieri svolse un ruolo cruciale nel documentare le violenze note come "marocchinate", pur trovandosi in una posizione di impotenza dovuta allo status di forza armata che si era arresa senza condizioni

I carabinieri redassero rapporti dettagliati che permisero di quantificare l'entità dei crimini di guerra. 
Grazie a questi rapporti fu possibile conoscere le dimensioni del fenomeno criminale, nonostante l'Arma non potesse (?) ostacolare fisicamente i soldati alleati. 

https://www.carabinieri.it/Internet/ImageStore/Magazines/Rassegna/Rassegna%202024-Numero%20Speciale/files/basic-html/page238.html

Il comando generale dell'Arma inviò comunicazioni alla Presidenza del Consiglio e al Vescovo di Ferentino, confermando le violenze contro donne, ragazze e persino bambine. 
Gli uomini, civili, che cercarono di difendere le loro mogli e figlie furono quasi sempre uccisi, dopo aver subito pesanti sevizie e a volte solo dopo essere stati costretti ad assistere impotenti agli stupri delle loro donne. 

magg. Cesare Faccio

Il rapporto della sezione controspionaggio della 5a Armata, firmato dal maggiore dei Carabinieri Reali Cesare Faccio, datato 22 giugno 1944 e tratta delle violenze e dei soprusi commessi dai soldati marocchini e il contegno - quasi sempre passivo - tenuto dalle truppe americane in quelle occasioni. 

Il generale francese Alphonse Juin, nato in Algeria, comandava un reparto di 832 maghrebini, aggregato agli americani.  Il generale Juin per l’occasione  tenne alla truppa un infame discorso: “soldati questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi prometto, se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro ... tutto sarà vostro se vincerete… quello che vi ho detto è promesso e mantengo. Per 50 ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete.”

Nei mesi precedenti all'ingresso delle truppe alleate a Roma (4 giugno 1944) Papa Pio XII cercò di intervenire per prevenire ulteriori stupri, senza successo; pregò insistentemente gli Alleati di non far entrare a Roma le truppe provenienti dal Nordafrica ma non fu ascoltato, solo la zona di Castel Gandolfo venne interdetta ai marocchini.


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