ANC Segrate

Associazione Nazionale Carabinieri
sezione di Segrate (MI)
email: anc.segrate@gmail.com

sabato 2 giugno 2018

auguri al nostro nuovo ministro


2 giugno 2018 - Il nostro nuovo Ministro della Difesa, capitano Elisabetta Trenta, dopodomani festeggerà il suo 51esimo compleanno. 
Nata a Velletri il 4 giugno 1967, è cresciuta in una famiglia di imprenditori nel settore delle telecomunicazioni e dell’informatica. Suo marito, Claudio Passarelli, è un colonnello dell'esercito e lavora come capo segreteria alla Direzione Nazionale degli Armamenti. Vivono a Roma.


Dopo il liceo classico a Velletri, si è laureata nel 1994 all' Università La Sapienza di Roma in scienze politiche ad indirizzo economico. In seguito ha conseguito anche due master: in cooperazione internazionale e in intelligence e sicurezza.
Fluente nella lingua inglese, ha operato nell'ambito della sicurezza militare internazionale in Iraq, Libano e Libia.
Dall'ottobre 2005 al luglio 2006 è stata consigliere politico del Ministero degli Esteri in Iraq, a Nāṣiriya e n
ella provincia di Thi Qar, nell'ambito della missione "Antica Babilonia 9".

Da vent’anni si occupa di progetti di cooperazione in aree difficili, in particolare in Paesi post-conflict”, come per esempio SudgestAid e l'associazione "I bambini di Nassiryia Onlus".


Nel 2009 per cinque anni è stata richiamata in servizio in Libano come capitano della riserva internazionale selezionata per il corpo amministrativo, nell'ambito di progetti per la sicurezza internazionale e della forza militare di interposizione UNIFIL, e Commissario dell'Esercito.


Negli ultimi tre anni, come il nostro socio Giorgio Giorgerini, ha collaborato in qualità di analista al Centro militare di studi strategici (Ce.Mi.S.S).

Ha affermato di voler riportare al centro della politica "i valori della competenza, il senso del dovere, l’attenzione ai temi della sicurezza e del territorio, e della valorizzazione del ruolo internazionale dell’Italia".
Dal 2013 milita nel Movimento 5 Stelle, assieme al fratello minore Paolo, candidato sindaco a Velletri.


sotto, il neo ministro passa in rassegna le truppe durante la parata di stamattina a Roma:






martedì 29 maggio 2018

cordoglio per il lutto prematuro di un servitore dello Stato

Ciro De Tommaso, tra il fratello Aldo e il gen. Del Sette

Martedì 29 maggio 2018 - La sezione ANC di Segrate esprime il suo profondo cordoglio per la prematura scomparsa del Cavaliere della Repubblica Ciro De Tommaso, fratello maggiore del nostro amico mar. magg. Aldo De Tommaso.
Seguendo la tradizione di famiglia, per tutta la sua vita Ciro de Tommaso ha servito fedelmente e con impegno lo Stato, negli ultimi anni soprattutto all'estero. E' deceduto a Parigi in seguito a grave malattia.


Vedi anche articolo del 2016 sulle commemorazioni alla Magliana:


http://ancpioltello.blogspot.com/2016/09/episodio-glorioso-in-un-giorno.html





lunedì 28 maggio 2018

passando per Novegro

lgt Piergiuseppe Palmeri

Lunedì 28.05.2018 - Stamattina alle 10:30 una pattuglia dei carabinieri di Cernusco sul Naviglio stava accompagnando un testimone al Tribunale di Milano transitando per Novegro.
Poco davanti uno scooter è scivolato e i due passeggeri sono caduti sulla strada.

I due colleghi sono immediatamente scesi dall'auto per prestare soccorso. Il passeggero si è immediatamente allontanato a piedi verso Milano. 
Il conducente, invece, si è rialzato, ha estratto una pistola Beretta calibroo 7,65
e ha minacciato entrambi i due uomini in uniforme, puntando l’arma al petto del carabiniere che guidava l'auto di servizio.

Il malvivente non si aspettava certo la pronta reazione del capo-pattuglia, il luogotenente Piergiuseppe Palmeri che, con sangue freddo e prontezza, si è gettato sull'uomo che li minacciava riuscendo a immobilizzarlo evitando una sparatoria. Non si trattava di una pistola a salve ma di un arma vera
con matricola abrasa, con colpo in canna e sei cartucce nel caricatore.

Sul posto sono giunti subito dopo anche i militari della stazione di Segrate e gli uomini del NORM dei San Donato. L'arrestato è stato identificato come un 59enne con precedenti, originario della provincia di Foggia. Sullo scooter, un Piaggio rubato a Milano in 4 maggio scorso, sono stati recuperati 12 cartucce in due involucri schermati con carta stagnola. Il complice non è ancora stato rintracciato. Probabilmente i due passeggeri dello scooter stavano recandosi a fare una rapina.

Dopo aver conseguito il diploma di perito in costruzioni aeronautiche, Palmeri decise di entrare nell’Arma come ausiliario. Il luogotenente Palmeri comanda da anni la stazione di Cernusco sul Naviglio; in precedenza aveva prestato servizio con il grado di maresciallo capo a Cologno Monzese.
Il 4 gennaio del 2000 anche a Cologno Monzese aveva dimostrato prontezza e sangue freddo in un azione che è stata successivamente premiata con la medaglia di bronzo al valor civile.

Ecco il testo della motivazione: "Con generoso slancio e sprezzo del pericolo, interveniva in un'abitazione ove uno psicolabile aveva provocato un incendio e, nonostante le fiamme e il denso fumo, riusciva a porre in salvo cinque persone in imminente pericolo. Chiaro esempio di elette virtù civiche ed elevato senso del dovere".


domenica 22 aprile 2018

raduno nazionale 2018 a Verona



Uomini di ANC Segrate hanno partecipato al 24esimo raduno nazionale di ANC a Verona, sia durante la fase di accoglienza dei partecipanti sia per la sfilata finale di domenica 22 aprile.

accanto all'Arena


con gli amici di Brugherio



Il Comandante Generale Giovanni Nistri parla al 24esimo raduno di Verona:  " L'Arma dei Carabinieri è questo, un gruppo di persone che vuole bene agli italiani, che vuole bene alla verità e che cerca di fare quanto in suo potere per rendere la nostra bella e amata patria la più serena e la più vivibile possibile."

Il generale Libero Lo Sardo, presidente di ANC, a Verona ha ribadito che: "continuiamo a servire gli italiani e la patria come facevamo prima".




La banda musicale dell'Arma diretta dal col. Massimo Martinelli, nel filmato sotto si esibisce nel Nabucco di Verdi durante il concerto serale all'Arena:

mercoledì 14 febbraio 2018

primo intervento pubblico


Primo intervento pubblico del neo Comandante Generale

14 febbraio 2018  -  In occasione dell'inaugurazione dell’anno accademico della Scuola ufficiali dei Carabinieri, a Roma, abbiamo assistito al primo intervento pubblico del nuovo comandante dell’Arma, generale Giovanni Nistri.

Il generale ha parlato della percezione di sicurezza tra i cittadini, condizionata “dalle insidie del terrorismo e della criminalità di strada”, denunciando poi “una gratuita aggressività che dilaga in tutti gli ambienti sociali; persino la famiglia appare meno attrezzata a mitigare la conflittualità”.
 

Riguardo l'operatività dell'Arma, oltre alle 3507 unità arruolate nel 2017 e alle 2155 previste nel prossimo quinquennio, Nistri ha citato il potenziamento del Ros a Foggia e Catanzaro e l’imminente costituzione dello Squadrone eliportato “Cacciatori di Puglia”, che sarà basato nell'aeroporto militare di Amendola (tra Foggia e Manfredonia).  Questo reparto si aggiunge a quelli dei Cacciatori di Calabria, Sicilia e Sardegna e conferma la maggiore attenzione alle province della Puglia dopo i recenti gravi episodi di criminalità organizzata.

Nistri ha voluto citare anche i mille militari dell'Arma impegnati in missioni all'estero e in particolare i carabinieri a tutela delle sedi diplomatiche nazionali, prerogativa istituzionale dei Carabinieri.
 
Siccome “la sicurezza non ha prezzo, ma ha un costo”, il Comandante Generale ha dovuto precisare che siamo ancora in un periodo di tagli e risparmi, anche attraverso il piano di razionalizzazione dei presidi con il Dipartimento di PS, a Roma e in altre 13 città metropolitane. Ha quindi confermato la concentrazione della Polizia nelle città e dei Carabinieri fuori dalle aree urbane, come prevista dalla riforma del ministro Madia.

"La complessità della situazione" - ha spiegato il generale Nistri - "sollecita l'Arma a verificare costantemente le proprie capacità, trovando solido ancoraggio nella capillarità del dispositivo territoriale, nelle scelte di specializzazione e nella coordinata sinergia con le altre Forze di polizia".

In conclusione il generale Nistri ha voluto ripetere ai giovani Ufficiali Allievi il concetto di responsabilità individuale e collettiva che aveva già espresso il mese scorso: “se c’è un impegno che riassume tutta la missione del Carabiniere, questo impegno è alimentare la fiducia nello Stato (...) l’Arma custodisce la fiducia degli Italiani, perché vi corrisponde con l’esemplarità della condotta ... ciascuno di voi, in ogni realtà, in ogni circostanza, impersonerà tutto questo, rappresentando molto più di sé stesso”.
 

lunedì 5 febbraio 2018

coltelli da sushi


Nel fotogramma sopra: i due rapinatori sono di spalle, con giubbotti neri. Uno punta la pistola al gestore, senza riuscire a intimorirlo.

Segrate, 5 febbraio 2018.
Stanotte alle 23:44 rapina al Sushi Fuel (Fuel Café) di Via Cassanese 177: due ristoratori trentenni cinesi feriti da colpi di pistola, arrestati i due malviventi, feriti da coltellate.



Il bar Fuel Café, che si trova accanto alla stazione di servizio IP tra il Villaggio Ambrosiano e Rovagnasco, poco prima dell'orario di chiusura è stato al centro di una movimentata rapina, interamente ripresa dalle telecamere del locale.

Sul posto sono accorsi subito i Carabinieri della vicinissima stazione di Segrate e i militari del NORM di San Donato Milanese. Poche ore erano sul posto anche i tecnici del RIS di Parma, che hanno prelevato tre bossoli di pistola.



I due rapinatori, pregiudicati italiani di 38 e 39 anni, entrambi residenti in zona, erano riusciti a fuggire con il registratore di cassa del bar, contenente circa 3mila euro in contanti. Avevano il volto parzialmente nascosto da parrucche ed erano armati di un revolver con canna da 2 pollici e di una pistola modificata artigianalmente. 


le armi sequestrate

Il ristoratore 33enne di origine cinese, che si era battuto con coraggio brandendo con la mano sinistra un coltello da sushi, è stato colpito da tre proiettili, al torace, al sedere e di striscio al volto. Un'ambulanza l'ha subito portato al vicino ospedale San Raffale; non è in pericolo di vita.



La caccia ai due rapinatori feriti dura poche ore. Attorno alle 3 di notte il 38enne viene notato accasciato a terra in Via Amendola a Rovagnasco (vedi mappa sotto), un ambulanza lo trasporta alla Clinica Città Studi dove i Carabinieri lo arrestano.



In mattinata il complice viene individuato in Via Olgettina (presso il suo luogo di lavoro) e trasportato al vicinissimo San Raffaele, con una ferita da taglio alla schiena che è penetrata in profondità nel polmone.




--- ----- ---


Secondo i dati della Prefettura di Milano, nel 2017 nel territorio di Segrate sono state commesse 14 rapine.

clicca per ingrandire




mercoledì 31 gennaio 2018

chiesti 15 anni per il generale


riportiamo un articolo di Massimo Bordin del 27 gennaio 2018

 

Chiesti 15 anni per il generale Mario Mori, servitore dello Stato

Più che la pesantezza della pena richiesta dalla procura di Palermo per Mario Mori, a far riflettere è il giudizio della pubblica accusa


Può colpire la pesantezza della pena, 15 anni di reclusione, appena uno in meno di quelli richiesti per Leoluca Bagarella, feroce pluriassassino oltre che capomafia, ma quello che deve fare davvero riflettere nella richiesta della procura di Palermo nei confronti del generale Mario Mori è il giudizio che la pubblica accusa ha fissato, nella sua fluviale requisitoria, a proposito della più importante operazione guidata dall’allora capo operativo del Ros dei Carabinieri.

La cattura di Riina, ovvero la risposta dello Stato alla sfida sanguinaria delle stragi di Capaci e via D’Amelio, diventa nella narrazione dei magistrati palermitani “una tessera di un puzzle che gronda sangue”, un pilastro di una costruzione infame. Questo ha detto ieri, nella sua conclusione il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, questo ha articolato nel suo ultimo intervento il pm Antonino Di Matteo.

L’arresto del capo dei corleonesi diventa una vittoria della mafia, un passaggio decisivo di una trama ordita dai criminali in combutta con lo Stato, un remake del caso del bandito Giuliano come se da allora nulla fosse cambiato nella storia del nostro paese e nei rapporti fra mafia e politica.

Una ricostruzione storicamente assurda e giudiziariamente temeraria, visto che per affermarla in sentenza si dovrebbero ribaltare cinque sentenze che l’hanno smentita nei suoi punti chiave.
E’ improbabile che si arrivi a un esito del genere ma è innegabile che sarebbe figlio dei tempi che stiamo vivendo, uno zeitgeist che gli iniziatori della inchiesta, i pm Antonio Ingroia e Roberto Scarpinato, hanno contribuito a costruire nel corso degli anni. Un complicato escamotage procedurale fa sì che a giudicare sia, insieme ai togati, una giuria popolare che potrebbe incarnare lo spirito del tempo a dispetto delle risultanze processuali che nulla hanno portato alle tesi dell’accusa.  E’ l’unico rischio che corre la difesa.

fonte: www.ilfoglio.it


Vedi anche:
articolo del 2014 sul generale Mario Mori