ANC Segrate

Associazione Nazionale Carabinieri
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venerdì 10 aprile 2015

la trappola ha funzionato

Giardiello in manette

Il percorso seguito durante la fuga di Claudio Giardiello, dal palazzo di Giustizia di Milano dove aveva appena ucciso tre persone con la sua Beretta 98 FS, fino al quartiere "Torri Bianche" di Vimercate, era fortunatamente prevedibile. Sempre in direzione Nord-Est. Doveva concludersi a Carvico (BG) con un’altra esecuzione.

Un piano che i carabinieri hanno sventato. Il brig. capo
Mario Nufris e il suo autista app. sc. Luciano Madau, del NORM della compagnia di Vimercate lo hanno bloccato e disarmato in un parcheggio fuori del centro commerciale nella periferia Sud della città brianzola. 

Il pluri-omicida, scappato indisturbato dalla porta di Via San Barnaba e in fuga da Milano in sella al suo scooter Suzuki Burgman 250, ha percorso Viale Lombardia di Cologno Monzese, proseguendo poi per Brugherio (sua città di residenza) dove una postazione fissa di riconoscimento targhe, dotata di telecamera, ha comunicato al computer centrale il passaggio dello scooter cui tutte le forze dell'ordine davano la caccia, coordinate dal comandante provinciale gen. Maurizio Stefanizzi e dal ten. col. Biagio Storniolo.


ripreso a Brugherio

Il numero di targa era stato trovato grazie al sistema di videosorveglianza del tribunale di Milano e prontamente inserito nel sistema computerizzato che gestisce le telecamere. Giardiello è stato quindi avvistato da una pattuglia dei carabinieri di Concorezzo e infine catturato e disarmato a Vimercate, tre chilometri più avanti, non appena è sceso dalla moto, da un’auto civetta dei carabinieri che si era appostata ad attenderlo. La trappola ha funzionato.



lo scooter piantonato a Vimercate

Si era fermato lì "per prendere un caffè". E li ha ringraziati, "perché altrimenti sarei andato a uccidere un altro coimputato per fallimento in provincia di Bergamo, poi mi sarei ucciso."






Nella fotografia sopra: generali dell'Arma in caserma a Vimercate subito dopo l'arresto del killer di Milano. A sinistra il comandante generale Tullio Del Sette con accanto il padrone di casa, capitano Marco D'Aleo, in prima fila il gen. Maurizio Stefanizzi e a destra il gen. Vincenzo Coppola comandante della divisione Pastrengo. 
 


Sotto, l'appuntato S.Z. di Segrate subito accorso al Tribunale a caccia del fuggitivo.



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Il ringraziamento del Presidente del Consiglio a Mario Nufris e Luciano Madau:



 
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Sotto, come al solito si chiude la stalla dopo che i buoi sono scappati ... e si scopre a posteriori che molte telecamere del Tribunale non funzionavano.

Ar 70/90 a difesa del Tribunale






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