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martedì 24 ottobre 2017

dopo 100 anni rischiamo un'altra Caporetto



fonte: tgcom24 Mediaset 


Le due di notte del 24 ottobre 1917. Una cannonata squarcia il buio e il silenzio dell'alta valle dell'Isonzo. E' l'inizio della battaglia di Caporetto, passata alla storia come la più grande disfatta dell'esercito italiano. Con un bilancio terribile: 11mila morti, 30mila feriti, 293mila prigionieri.Ma quali sono i veri motivi per cui l'esercito italiano venne sconfitto in quello che oggi è il villaggio sloveno di Kobarid? Colpa di Cadorna, del generale Capello, di Badoglio, dei soldati? A cent'anni di distanza ancora ci si interroga.
(...)
L'attacco era stato ampiamente previsto dal comando maggiore italiano, ma i vertici militari ne avevano sottovalutato portata e obiettivi, mettendo perciò in campo strategie difensive esitanti e inadeguate.

Come ha notato lo storico Alessandro Barbero (vedi filmato sotto), "i tedeschi studiano, sperimentano, applicano nuove tattiche; noi stiamo fermi e ci atteniamo ai regolamenti. Il nostro esercito è lento, burocratico, contadino, mentre il loro è veloce, moderno, industriale".
(...)  La qualità degli ufficiali non era però più quella della scuola ottocentesca: i nostri reparti erano comandati da 19enni, studenti di scuole superiori. Un esercito governato dalla burocrazia, tradizionalista, dove l'iniziativa era scoraggiata e dove, come disse il generale Capello, "l'artiglieria contava più avvocati che ingegneri".

Dall'altra parte (quella dei tedeschi), invece, gli ufficiali (giovani anch'essi) premiavano l'iniziativa, ancor più dell'attesa degli ordini.  Il 25enne tenente Erwin Rommel, per esempio, andando ben oltre gli ordini ricevuti, al comando di una compagnia
- a piedi - avanzò di 40 Km in due giorni, conquistò il caposaldo del monte Matajur, fece prigionieri oltre 9mila uomini di cui 150 ufficiali, catturando 81 cannoni e 200 mitragliatrici pesanti.
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Cent'anni dopo, possiamo onestamente affermare che la lezione sia stata imparata, oppure le cause della sconfitta permangono ?




il libro su Caporetto del prof. Barbero:


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